Nel 1991 il capolavoro di Von Trier Breaking the Waves viene premiato a Cannes con la Palma D’Oro. Per l’evento, Lars decide di farsi forza e provare a raggiungere il festival. Scarta l’ipotesi dell’ aereo perchè terrorizzato dal volare; scende in corsa da un’automobile perché il pensiero del traffico e di possibili code in macchina lo assale; ripiega infine sulla stazione ferroviaria. Lì, scopre che la cabina del treno è sigillata, i finestrini non si possono aprire dall’interno. E’ impossibile per lui viaggiare in quelle condizioni. Placato il panico, Lars osserva il suo treno (purtroppo non del tutto conforme alle sue esigenze) mettersi in moto alla volta di Cannes. Senza di lui. Dai binari vuoti della stazione di Copenaghen comincia un viaggio onirico all'interno del cervello di Von Trier, l'enigmatica Vonland. Qui un ipnotista del '700 chiamato Anton Mesmer proverà a dipanare il complicato groviglio di regole che governano il luogo e, dispiegando innumerevoli e bizzarre deformazioni di pratiche psicanalitiche, si cimenterà nell'idealistico intento di curare Lars Von Trier dalla sua sofferenza. Vonland è popolata da uomini-scultura in balia dei loro stessi organi-protesi, che ora confondono, ora chiariscono al medico le leggi della mente dell'artista. Il motore scenico di tale paesaggio mentale è una grande roccia, che Mesmer studia, esplora e scava costantemente per avvicinarsi sempre più alla verità su Lars Trier e su quel Von che vi si è infiliato in mezzo. Chi è Lars Von Trier? Un personaggio fittizio? La stravagante immagine pubblica che un artista si è cucito addosso? L'azione scenica nasce dal braccio di ferro tra Mesmer, che scandaglia i recessi della vita di Lars fin dall'infanzia, e Vonland stessa, che gli ritorce contro i suoi stessi strumenti terapeutici e, attraverso multiformi artifici formali, trasforma la ricerca della Verità in una rappresentazione tragicomica. La missione del medico assume così i caratteri di un costante topos Trieriano: il viaggio dell'idealista destinato ad infrangersi contro la genericità morale del proprio stesso pensiero. Il dottore non può privare Lars Trier della sua sofferenza, non può normalizzarlo perché è proprio l'anomalia a veicolare il senso del fare artistico. E' così che Mesmer stesso si ritrova a vivere una Passione teatrale, durante la quale verrà ribattezzato e cambierà il proprio sguardo sulle cose. Il mito salvifico di Cristo viene dunque fagocitato da Vonland e dai i suoi abitanti, per poi esser lentamente rigurgitato sotto l'aspetto di una nuova mitologia della Sofferenza, dove essa serve fedelmente la causa dal Bello.

Quello che rimane di questo lavoro (3 anni di ricerca) è un cortometraggio sperimentale, che potete vedere al link qui accanto.

Diretto da
Sculture
Alessandro di Pietro
Movimenti
Costumi
Fiorenza Spezzapria
Ricerca contenuti
Sostituti cast
Mariasofia Alleva Edoardo Mozzanega
Fotografia
Alessandro di Pietro
Editing video
Musiche di
Prodotto da
Kokoschka Revival
Con il supporto di
Danske Scenekunstskole Odsherred Socìetas Raffaello Sanzo Teatro Franco Parenti

Residenze

  • Raffaelli Contract (2014), Rovereto, Italy
  • Teatro Franco Parenti (2015), Milan, Italy
  • Teatro Comandini (2016), Cesena, Italy
  • Danske Scenekunstskole Odsherred (2016), Odsherred, Denmark

Recite

  • It Festival - in fase di studio, (2014), Milano, Italia
  • Teatro Franco Parenti (2015), Riverberi del corpo, Milano, Italia

Proiezioni

  • Macao (2016), Japanese can't say no, Milano, Italy
  • Fucina Underground (2017), Festival di Teatro e Musica, Mestre (Venice), Italy
  • Lucky Larry Comune(2017), St Etienne, Francia