DP_ Ed è quello che, per altro, sta alla base del collettivo di cui fai parte, i Kokoschka Revival. Raccontaci com’è nato.

AS_Il gruppo è nato con la condivisione di uno spazio, una casetta vicino al centro di Milano in cui sulla carta si viveva in cinque, nella pratica si stava in cento! Passando molto tempo assieme agli altri abbiamo cominciato a condividere pensieri e dei progetti, che poi mettevamo in atto, quasi per gioco, durante delle feste organizzate in casa. Grazie a questa invenzione non solo avevamo la possibilità di mettere in pratica i nostri primi soggetti in forma di happening (ricordo che alcuni partivano da cose molto semplici e divertenti, come il nostro pesce di nome Cristo), ma è stata l’occasione anche per poterci finanziare gli spettacoli successivi. Le feste del Kokoschka ebbero un successo inaspettato: una volta si riempì di quasi trecento persone, per cui abbiamo cominciato a spostarci in altre location, come Macao per esempio. La forza da cui si muoveva tutto comunque era quella del ritrovo, il concetto di Revival. Il nostro valore aggiunto era quello di provare a non essere snob e, attraverso l’inclusività del gruppo, far sì che ogni componente del collettivo prendesse in mano un progetto senza che si creassero dei leader ingombranti. Ogni volta si provava a riscrivere la struttura disciplinare del collettivo. Certo, il tema del potere all’interno di un gruppo è un tema caldo… da regista mi domando spesso quali siano i limiti da delineare affinché il lavoro possa procedere senza che qualcuno prevarichi su qualcun altro. Pensare alle figure di un collettivo come dispensario di potenze, e non come portatori di potere, mi aiuta a capire meglio come voglio muovermi." leggi l'intervista di Davide Perego!

https://www.filmidee.it/2019/12/pronti-allinatteso/